venerdì , 17 agosto 2018
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3 giugno 2014 Milano e gli anni spietati del terrorismo: 1969 -1983

3 giugno 2014 Milano e gli anni spietati del terrorismo: 1969 -1983

Nella mia classe gli alunni hanno scritto alcune riflessioni ed ho piacere di comunicargliene alcune con la sensazione precisa che non solo questo incontro è stato molto istruttivo, ma che sarebbe utile farne altri per le future terze. Lascio la parola ai ragazzi:

CRISTINA
“Al contrario delle persone che abbiamo incontrato oggi, io non avrei avuto quel coraggio, quella forza di reagire e la voglia di trasmettere il mio dolore e il mio passato ad altre persone…pur avendo visto la morte ed il dolore, ho visto in queste persone più voglia di vivere e di raccontare di quanta ne abbia vista in altre. Consiglio questa scuola di continuare ad organizzare questa conferenza o altre simili e volevo ringraziare i 3 ospiti perché, ascoltandoli, ho capito quanto possa essere importante, anche se non lo notiamo, un padre”.

ALESSANDRA
“E’ stata un’ottima esperienza, molto culturale, che non penso che mi ricapiti di nuovo, perché un conto è studiare la storia su un libro, un altro però è ascoltare queste persone che l’hanno passata”.

CHIARA
“Ho capito che i terroristi non colpivano mai persone armate, ma persone normali, alcune volte il loro più grave errore era solo quello di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato….i terroristi spesso colpivano le persone che avevano idee diverse dalle loro, anche se non avevano fatto niente di male e comunque persone umili, non di famiglia nobile, ma persone che si erano costruite una vita con sacrificio…il signor Iosa può esser chiamato eroe non perché gli è stato sparato, ma perché mentre loro erano là davanti a lui con una pistola in mano, pronti per ucciderlo, lui pensava ai suoi figli e a sua moglie, prima che a se stesso e questa è una grande dimostrazione di amore, forza e soprattutto umanità”.

KURT
“Il terrorismo è un fenomeno che uccide o fa del male fisico a delle persone, ma anche alle famiglie delle persone che vengono uccise. Sono stato molto colpito da come queste persone siano state in grado di superare tutti questi dolori…secondo me , queste attività bisognerebbe farne spesso…”

LIZ
“E’ molto triste quello che è successo e non si dovrebbe ripetere mai più”.

JARED
“Direi che sono molto fortunato a non aver subito alcune di queste esperienze. Sapevo già di cos’era il terrorismo perché anche nel mio paese c’è anche questo fenomeno (il ragazzo è filippino). Posso solo dire che mi ha colpito il fatto che queste persone abbiano ancora il coraggio di raccontare queste esperienze…”

MARIAM
“Io penso che il terrore non dovrebbe esserci nel mondo e.. che ognuno di noi dovrebbe avere la libertà di parola e di pensiero senza che nessuno lo uccida”.

ALLEN
“Il signor Iosa ha detto che la violenza non dà niente di bello alla nostra vita..il signor Tobagi ci ha spiegato che per ogni cosa che fai, hai fatto e farai, hai sempre la scelta, ..la signora Bornazzini ha detto che non vivrai mai il futuro se non lasci andare il passato…dobbiamo sempre pensare se ogni cosa che facciamo non condizionerà la vita di una persona…”

Grazie di cuore Paola Galimberti