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19 marzo 2020: 40 anni dall’omicidio del magistrato GUIDO GALLI

Il 19 marzo 1980, giorno di san Giuseppe e festa del papà, degli appartenenti al gruppo terrorista di Prima Linea che già aveva ucciso il 29 gennaio del 1979 il magistrato Emilio Alessandrini, uccidono sparandogli alle spalle, il magistrato GUIDO GALLI all’interno dell’Università Statale di Milano dove avrebbe tenuto una lezione di Criminologia.

A 40 anni di distanza, anche se in giornate così dolorose e cupe per l’epidemia in corso, ne ricordiamo figura di uomo, padre, magistrato e docente ed il suo sacrificio in un’epoca storica del nostro Paese che altrettanta paura, dolore, terrore e morte vendeva nelle sue strade.
Come scrive la figlia Alessandra Galli, ricordando in particolare la città natale sue e del padre, BERGAMO che sta affrontando ore così dolorose, la memoria di allora ci insegna anche ora.

“La città di BERGAMO, la sua e la mia città, anche se in questi giorni martoriata, affranta e sgomenta per i continui lutti che si susseguono,ha la volontà di ricordare la figura e l’assassinio di mio padre e il suo insegnamento ed esempio. ancora attuale . Lo fa con diversi articoli che potete qui consultare e che ne ricordano la vita, la dimensione umana e professionale nel mentre richiamano le deliranti ragioni per cui era stato scelto come vittima da farneticanti assassini.
Ma non solo: a BERGAMO l’Istituto Superiore a lui intitolato vuole ricordarlo via web.
Le classiche cerimonie e commemorazioni quest’anno non si potranno tenere e così anche quelle organizzate dall’ Università Statale di Milano, dal Palazzo di Giustizia e dal Comune di Milano dovranno assumere nuove forme.
Tra queste il video , che pure trovate qui consultabile, che nel ricordare la figura di mio padre, insieme a quelle di tante altre vittime di quegli anni folli e sanguinosi, propone una lettura ampia della figura e del ruolo che il Cardinale C.M. Martini aveva avuto in quegli anni.

Ecco questa è la luce che la figura di papà ha lasciato, il seme che germoglia.
Sono giornate difficili, dense di paure e di incertezze.
E come 40 anni fa la primavera sta sbocciando , che contraddizione con il nostro sentire!
Come 40 anni fa questo tripudio di colori sembra quasi offensivo ( così’ almeno io e la mia famiglia lo sentivamo in quei giorni di 40 anni fa )
40 anni fa in questa stessa settimana sono stati assassinati da Brigate Rosse e Prima Linea altri due magistrati – Nicola Giacumbi e Girolamo Minervini- oltre a mio padre.
La scia di sangue sarebbe stata ancora lunga nel corso di quello stesso 1980 con altri omicidi, di matrice ” rossa ” e nera”, per tutti ricordo l’altro collega Mario Amato , come ricordo Walter Tobagi, ma ricordo anche la strage di Bologna.
Alcuni di noi ” i più vecchi” ricordano bene il clima di paura e la sensazione di impotenza che la società e lo Stato sembravano avere davanti a tanta violenza.
Anche in questi giorno la sensazione è in parte simile, forse ancora più preoccupata perché il nemico non è umano e non solo è sconosciuto nell’identità ma nel suoi modo di agire. E soprattutto è un nemico che sta dilagando in tutto il “nostro mondo “.
Allora, a rendere ancora più doloroso il vissuto, c’erano azioni violente deliberate e mirate a spargere il dolore e il terrore, oggi per fortuna l’origine non è questa , ma non per ciò il pericolo e la paura sono meno acuti e al tempo stesso diffusi.
Allora l’unità, il senso di responsabilità collettivo e l’approccio non ” opaco” e di chiara condanna di quelle azioni servirono per avere la meglio su quella violenza.
Allora gli “eroi” erano le forze dell’ordine, gli avvocati, i magistrati, i professionisti. Oggi lo sono i medici e i sanitari. Ieri come oggi “eroi “ perché con senso di responsabilità compiono il loro lavoro all’interno della società.
Allora, e ne parlavo poco fa con Mario Tuttobene che in quel maledetto 1980 ha avuto anche la sua vita per sempre segnata dall’assassinio di suo padre, noi e come noi tanti altri, abbiamo visto i loro progetti il loro sistema di vita infranto , di colpo modificato.
Anche oggi, e questo disorienta.
Abbiamo capito allora che la vita può assumere svolte impreviste, chiedere prese di posizione nette ed assunzioni di responsabilità che hanno però, alla distanza, pagato.
Quante similitudini con l’oggi.
E quanto dal nostro passato e dalle difficoltà in allora superate, anche se a costo di tante vite, dobbiamo imparare.
Per questo dobbiamo ricordare. Anche, ed ancora, oggi.
Un abbraccio affettuosissimo ma dolente a tutti e…. W BERGAMO !!!”

Rassegna stampa:

articolo corriere Bergamo 11-3-20

articolo ECO bergamo 17-3-20

articolo SOLE24Ore 15-3-20

Approfondimenti:

Guido Galli – scheda

libro Meroni su MARTINI

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